sabato 4 febbraio 2012


L'ARTICOLO 18
 


Avendo accennato dell'articolo 18 nel precedente post, mi sentivo in dovere di esporre qui, anche i punti di cui è composto e tutto ciò che lo riguarda, per far si che ognuno di voi possa sviluppare una propria, personale, idea.

Elenchiamo i contenuti essenziali dell'articolo:
1)Il licenziamento è valido solo se per giusta causa, altrimenti il giudice dichiara l'illegittimità dell'atto e reintegra il ricorrente nel posto di lavoro;

2)Anziché la reintroduzione, il dipendente può accettare un risarcimento pari a 15 mensili dell'ultimo stipendio o un'indennità crescente con l'anzianità di servizio. Può comunque fare ricorso d'urgenza e ottenere la sospensione del provvedimento di una durata media di 3 anni.

3)Nelle aziende fino a 15 dipendenti, in caso di licenziamento, il datore può decidere se pagare il risarcimento o optare in una riassunzione( la differenza tra riassunzione e reintegrazione è che il dipendente perde l'anzianità di servizio e i diritti acquisiti col precedente contratto ).

ALTRO:
1)Riguardo l'articolo 18, due sono stati i tentativi di referendum abrogativo, il 21 maggio 2000 e il 15/16 giugno 2003. Entrambi falliti;

2)Tra le proposte di riforme più recenti c'è quella del 2008 del senatore del PD, Pietro Ichino, che stabilisce, quindi:
-un contratto uguale e con garanzie crescenti nel tempo, per tutti i nuovi dipendenti;
-riafferma la protezione dal licenziamenti arbitrari e ritorsivi;
-ammette licenziamenti in caso di crisi economica comprovata dall'azienda, ma con indennità più consistenti e durature.

3)Un obbiettivo è accompagnare il lavoratore licenziato in un reinserimento nel mercato del lavoro, anche con finanziamenti statali: la cosiddetta “Flexsecurity”. Gli aiuti posti, comprendono sussidi di disoccupazione, percorsi di formazione, riqualificazione e aggiornamento.



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